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Alessano e dintorni: la magia di Macurano

Macurano

I terrazzamenti con gli ulivi secolari della Serra dei Cianci e il Bosco di Boceto sono solo uno alcuni dei suggestivi paesaggi, che caratterizzano il territorio circostante al comune di Alessano, in provincia di Lecce. Un paese dalla lunga storia, distante pochi chilometri dal mare, dove si trova una delle sue due frazioni: Marina di Novaglie.

L'antico borgo e i dintorni

I rinvenimenti rupestri trovati indicano come queste zone siano state abitate fin da tempi più remoti. Durante la dominazione dei Normanni, Alessano fu un importante centro urbano mentre con la dominazione Angioina divenne Contea, mantenendo il controllo su diversi territori e paesi circostanti.

De Capua, Guarini, Orsini e Zunica-Sforza sono solo alcune delle nobili famiglie che nei secoli si alternarono nel dominio di queste terre. A testimonianza di questo rilevante passato rimangono numerosi edifici storici e nobiliari di grande pregio.

Come ad esempio il Palazzo Ducale voluto dai Gonzaga nel XV secolo oppure l'elegante Palazzo San Giovanni, con le finestre ad arco e la facciata decorata da un elegante bugnatura a punta di diamante.

Anche gli edifici sacri sono diversi e meritevoli di essere conosciuti, visitando Alessano. La Chiesa Madre di San Salvatore è la più importante per la comunità locale e risale al XVIII secolo. La facciata neoclassica è incompleta e all'interno sono conservati diverse opere d'arte in stile barocco e preziosi dipinti.

Il villaggio e i trappeti di Macurano

Lungo la strada che da Alessano porta a Novaglie sorge un antico insediamento rupestre detto Macurano. La storia di questo luogo rimane ancora oggi avvolta nel mistero, data la mancanza di testimonianze e studi recenti. Il complesso rappresenta uno dei più importanti siti di epoca medievale dell'Italia meridionale.

Il nucleo più antico comprende le grotte naturali e artificiali, per un totale di 31 cavità, dove un tempo vivevano gli abitanti del borgo. Attraverso un sistema di canali veniva raccolta l'acqua piovana e convogliata in apposite cisterne mentre la molitura delle olive, avveniva nei cosiddetti frantoi ipogei.

Strutture sotterranee impiegate per lavorare e conservare l'olio, dove è possibile tornare indietro nel tempo per comprendere al meglio la vita quotidiana che si svolgeva a Macurano.

Ne sono stati identificati cinque e il più antico sarebbe quello posto al centro dell'abitato.

Inoltre, due si caratterizzano per l'entrata imponente, costruita in mattoni. Una delle tesi più accreditate è che l'insediamento di Macurano sarebbe stato nel Medioevo, uno dei rifugi utilizzati dai monaci basiliani. I religiosi si nascosero e vissero in diversi luoghi del Salento, fuggendo le persecuzioni dell'imperatore bizantino.

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